L’evoluzione della moda femminile

ABBIGLIAMENTO FEMMINILE
L’abbigliamento femminile dell’intera Europa, era legato alla moda francese. Il primo stile a coinvolgere l’intera popolazione fu lo STILE IMPERO (1800-1820). Nel primo ‘800 le donne indossavano vestiti con maniche corte ed ampie o tagliate e fermate sulla spalla da una fibula, la veste era fermata sotto al seno da un nastro o cordone annodato dietro, con ampie e profonde scollature che mettevano in mostra il seno, La gonna era lunga sino ai piedi, nella parte posteriore presentava uno strascico che veniva raccolto dall’avambraccio. Dall’ antichità classica furono riprese anche le calzature e le acconciature: sandali aperti e trattenuti solo da lacci annodati a metà polpaccio, chiamati «alla schiava» e capelli raccolti da un nastro e trattenuti sulla nuca da un morbido nodo.

800L’abbandono dello Stile impero, avvenne fra il 1820 ed il 1822. Gli abiti del PERIODO ROMANTICO (1820-1845) iniziarono a complicarsi e le caratteristiche che presentavano: la vita scende gradualmente al punto naturale; maniche a palloncino, cioè gonfie e voluminose; corpetto dell’abito staccato dalla gonna.
Inizialmente per gonfiare le gonne erano utilizzati numerosi strati di tessuto che formavano varie sottogonne: ben presto furono abbandonate perché appesantivano la figura e rendevano difficili i movimenti della dama. Le sottogonne furono dunque sostituite dalla prima tipologia di crinolina: un’unica sottogonna alla quale erano appuntate crine di cavallo e paglia. A questa seguì la crinolina costituita da cerchi di metallo leggeri ed indipendenti, tanto che permettevano alle donne di sollevarla per poter superare gli ostacoli incontrati durante il cammino. Infine fu brevettato dal francese Delirac un modello di crinolina in acciaio che con uno scatto faceva rientrare il volume della gonna rendendo agevole alle dame il passaggio attraverso le porte. La crinolina però aveva anche degli svantaggi poiché: la sua leggerezza poteva causarne il rovesciamento in occasione di folate di vento; non permetteva a due donne di varcare contemporaneamente una soglia o prendere posto in uno stesso divano; rendevano la donna fisicamente irraggiungibile all’uomo che non poteva così abbracciarla.

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Il periodo successivo al Romanticismo fu il NUOVO ROCOCÒ (1845-1865), esso vide un rapido processo involutivo della crinolina che, dopo il successo raggiunto nel periodo romantico, dopo il 1860 la portò a trasformarsi. La forma originale della crinolina fu trasformata: l’ampiezza dei fianchi si spostò infatti nella parte posteriore della figura. Il volume ed il drappeggio della parte posteriore della gonna furono dunque sostenuti dalla tornure, che consisteva prima in un cuscinetto di crine, poi in una balza di tela inamidata, successivamente in una serie di anelli a forma di ferro di cavallo.

Le gonne in questo periodo si fecero piatte davanti, con una stringa di tessuto che scendeva dalla vita e che serviva a rialzare la parte anteriore per evitare che la donna potesse inciampare mentre camminava; si mantennero ancora rigorosamente lunghe sino ai piedi, l’ampiezza del fondo era mantenuta e l’orlo era sottolineato dall’applicazione di balze di tessuto. Nella parte posteriore comparve lo strascico cioè una lunga coda che aderendo a terra raccoglieva lo sporco. Data la difficoltà di ripulire questa parte dell’abito, generalmente la parte terminale della gonna, a contatto con il suolo, presentava una striscia di tessuto di colore nero che serviva a rendere meno visibile lo sporco raccolto.

rococò

Con il tramonto della crinolina a partire dalla seconda metà del XIX secolo la giacca cominciò ad avere grande successo, nella tipologia corta a bolero o lunga sino ai fianchi. Sempre aderente al busto e stretta in vita, venne mantenuta rigorosamente chiusa da una lunga serie di bottoni e con il collo alto e dritto poiché le donne non potevano mostrare la nudità del collo, del petto o delle spalle. Indumento che insieme alla giacca ebbe grande successo fu la camicetta, caratterizzata dall’applicazione di jabot, ruches e volants nella parte anteriore, in corrispondenza del petto in quanto doveva nascondere l’esilità del busto femminile e rendere questa parte del corpo voluminosa.

Nell’ultimo ventennio del XIX secolo comparve una nuova tipologia di abito, chiamato «vestito alla mascolina». Esso era costituito da una lunga gonna aderente, raccolta nella parte posteriore da una piega, stretta in vita da un’alta cintura e da una corto bolero aperto davanti. Era sempre abbinato ad una camicetta vaporosa, con alti collari e ricca di pizzi. In Italia verso il 1888 il «vestito alla mascolina» venne chiamato tailleur e questo appellativo fu scelto in ragione del fatto che tale indumento doveva essere confezionato esclusivamente da un sarto per uomo, che in francese era chiamato “tailleur”, per distinguerlo dalla sarta per donne chiamata “couturière”. La giacca del tailleur faceva un chiaro riferimento alla moda maschile, proponeva un taglio rigoroso e sobrio ed era questo il motivo dell’impiego del sarto per uomo, esperto nel cucire abiti maschili. Nonostante il nome francese, l’abito era originario dell’Inghilterra ed il modello era stato diffuso attraverso la Francia. Al tailleur nel giro di un decennio si affiancò una sua variante detta costume con giacca cioè un abito intero accompagnato dal bolero.

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