La moda negli anni 70

Gli anni ’70 proseguono sulla potente scia di rinnovamento del precedente decennio e si aprono con una continuazione dello stile hippienato come movimento giovanile negli Stati Uniti nel corso degli anni sessanta e poi diffusosi in tutto il mondo. Sono anni di incredibile cambiamento caratterizzato da fermenti sociali, azioni di protesta per i diritti civili, che determinano il rimodellarsi di una società occidentale, in cui a trasformarsi è sopratutto l’immagine della donna.

hippie

 

La parola «hippie» deriva da «hipster», termine utilizzato inizialmente per descrivere la comunità dei beatnik; gruppo di persone che avevano dato vita ad una controcultura con proprie regole; diedero il via ad una vera e propria rivoluzione sessuale, prediligendo la vita all’aria aperta, il contatto con la natura, l’uso di stupefacenti, al fine di vivere in una dimensione di assoluta astrazione dal rigido mondo circostante.

Con il termine figli dei fiori “flower power”si definiscono coloro che aderirono a tale movimento, prediligendo l’uso di abiti dalle tinte accese, decorati con fiori e stampe variopinte come le t-shirt tie dye. La T-shirt non fu più considerata come semplice indumento intimo, ma inteso come vero e proprio capo d’abbigliamento con cui veicolare idee e slogan politici. Molto apprezzate furono anche le bluse ricamate come le mexican blouse, o i pantaloni spesso jeans rigorosamente a zampa d’elefante. Molto amati furono anche gli abiti leggeri e fluttuanti (tuniche maxis), come le gonne in genere larghe e lunghe spesso fino alla caviglia. Infine famosi divennero gli hot pants, shorts in jeans, che lasciarono rigorosamente in vista le gambe. Gli accessori utilizzati, furono per lo più creazioni artigianali fatti di materiali naturali come il legno, o in metalli poveri, cuoio, decorati di piume e perline e riflettevano quel mix di culture e contaminazioni esotiche, con richiami allo stile Nativo Americano e a tradizioni diverse, da cui ripresero l’utilizzo delle headbands. Gli hippy esaltarono il loro ideale di pace e libertà in due slogan: “Mettete dei fiori nei vostri cannoni” e “Fate l’amore, non la guerra“, frasi che si propagarono nel periodo della guerra del Vietnam, tanto da influenzare l’opinione pubblica ed impressionare le pellicole di molti registi, nonché riuscendo a contagiare la musica di molteplici artisti.

Lascia un commento